Vicenza, poliziotto prende per il collo un cubano: cosa rischia ora

Vicenza, poliziotto prende per il collo un cubano: cosa rischia ora
Un fotogramma che ritrae la presa al collo dell'agente di polizia

Vicenza teatro di un episodio che sta diventando virale. Lo scorso lunedì un poliziotto ha immobilizzato un ragazzo cubano di 21 anni a seguito di un normale controllo di polizia. La vicenda ancora non è del tutto chiarita. Il video del placcaggio sta facendo il giro del web e spunta anche l’accusa di razzismo. Il questore intanto minimizza l’accaduto e ha fornito la sua interpretazione dei fatti. Cosa rischia ora il poliziotto?

Il caso del poliziotto di Vicenza

Sta facendo discutere nelle ultime ore il caso del poliziotto di Vicenza. A Piazza Castello un agente ha immobilizzato il ragazzo cubano stringendolo al collo con una presa stile wrestling. Dal video si vede che il giovane prova a dimenarsi perché gli viene meno il respiro. Intorno a lui la gente chiede a gran voce di liberarlo e grida impaurita. Il video di 58 secondi documenta bene l’accaduto.

Poco dopo il ragazzo viene arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Proteste da parte dei centri sociali e dei suo amici che quest’oggi si sono dati appuntamento davanti al tribunale, dove avrà luogo il processo per direttissima. Antonino Messineo, questore della città, prova a calmare gli animi: “Se la polizia chiede un documento, non vedo per quale motivo rifiutarsi di darlo” ha detto. “Se tutti avessimo maggiore rispetto delle istituzioni forse staremmo tutti meglio”.

La testimonianza del ragazzo

Lo scorso lunedì intorno alle 18 qualcuno chiama la polizia perché c’è una lite molto accesa tra due individui. Puntuale l’arrivo degli agenti che dividono i due litiganti. Poco distante ci sono due giovani, che non c’entrano nulla con la lite e ridono tra di loro. Uno di loro è Jasel Guerra Romero, il giovane cubano arrestato. La sua dichiarazione arriva per bocca della sua avvocata Chiara Bellini.

“Un passante ha pestato il piede a un mio amico e io mi sono messo a ridere ma proprio in quel momento il poliziotto si è girato verso di me, chiedendomi cosa avessi da ridere” racconta il ragazzo che vive in Italia da sei anni (incensurato) e lavora come operaio in una ditta di Breganze. “Io non stavo ridendo di lui ma quello si avvicina, mi prende per un braccio e mi chiede di fargli vedere i documenti. Da lì in poi si può facilmente vedere nel video cosa succede”.

Vicenza, la versione del questore

Il questore fornisce però una versione diversa dei fatti. Fa sapere che nel luogo della rissa era presente “un gruppo di ragazzi che inveiva contro la polizia”. I poliziotti hanno detto loro di andarsene “ma questi continuavano a ridere e schernirli”. Per questo motivo “hanno chiesto i documenti a uno di loro” che si sarebbe rifiutato di darli. Subito dopo racconta che l’agente l’ha preso per un braccio. “La presa non è durata più di 4 secondi perché poi sono finiti entrambi a terra”.

Poco dopo il giovane “è scappato ma è stato fermato da un’altra volante e arrestato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale”. Sui social intanto molti puntano il dito contro l’intervento energico dell’agente. Spunta anche l’accusa di razzismo nei confronti del giovane di colore. Il questore però specifica che la questione sarà “oggetto di approfondimento interno”. Aggiunge poi che il “trattamento non varia a seconda del colore della pelle”.

Coronavirus, ferragosto estate

Coronavirus, paura per Ferragosto: rischio di nuove chiusure

Zangrillo coronavirus

Zangrillo: “Essere contagiati non significa essere malati”, scoppia la polemica